miércoles, 19 de diciembre de 2007

Osama: «Berlusconi sta all'ombra di Bush»


Nell'ultimo audio il capo di al Qaeda Cita anche dell'ex primo ministro italiano



DUBAI - Osama Bin Laden cita anche Silvio Berlusconi nell'ultimo audio diffuso giovedì da Al Jazira, la cui traduzione integrale però è stata resa nota solo oggi. Il discorso dura cinque minuti ed è rivolto agli europei.
11 SETTEMBRE - «La verità è quella che vi ho detto in passato sui fatti di Manhattan quando vi ho spiegato che si trattava di una risposta all'alleanza americana con gli israeliani contro la Palestina e il Libano. E io ne sono il responsabile. Assicuro tutti gli afghani che i talebani non ne sapevano niente e gli Stati Uniti lo sanno perché alcuni ministri talebani sono loro prigionieri e sono stati interrogati. Per questo il governo talebano ha chiesto agli americani in passato di fornire prove contro di loro prima di avviare l'invasione dell'Afghanistan, ma non ne hanno presentate. E poi l'Europa li ha seguiti nella spedizione, non avendo altra scelta che essere suo vassallo. Questo vi è bastato per entrare nella guerra e per perdonare i soldati americani dall'essere processati da una tribunale europeo. Per questo il mio discorso è rivolto a voi e non ai vostri politici», dice il capo di Al Qaeda.
LEADER EUROPEI - Prosegue poi Osama Bin Laden: «Non è un segreto che Blair, Brown, Berlusconi, Aznar e Sarkozy e gli altri come loro amano stare all'ombra della Casa Bianca e non c'è una grande differenza tra loro e altri leader del Terzo mondo. Sintetizzando, voi siete responsabili di due ingiustizie. La prima è quella di aver fatto guerra all'Afghanistan senza diritto, non avendo alcuna prova da portare in un qualsiasi tribunale. In più avete distrutto i campi di addestramento di Al Qaeda, ucciso alcuni suoi membri e catturato alcuni di loro soprattutto in Pakistan. Qual è la colpa degli afghani di continuare a subire questa guerra contro di loro, se non il fatto di essere musulmani. E questo evidenzia l'odio crociato contro l'islam e il suo popolo».
BERLUSCONI - In merito al messaggio di Bin Laden, l'ex premier italiano Silvio Berlusconi finito nel mirino del numero uno di al Qaeda ha riferito di aver ricevuto, tra gli altri, il messaggio di solidarietà del leader del Pd Walter Veltroni. «Si è parlato delle minacce nei miei confronti da parte di Bin Laden e Veltroni mi ha espresso la sua solidarietà» spiega il Cavaliere, che poi, durante la conferenza stampa tenuta al termine dell'incontro con il sindaco di Roma sulle riforme si lascia andare a una battuta: «Arrivando qui mi è stato chiesto se mi fosse arrivata una telefonata di Prodi. Ebbene, no. E ho risposto che spero non abbia telefonato a Bin Laden...». Non è arrivata la telefonata di Prodi, ma la relica alla battuta quella sì: il premier ha alzato le spalle e, allontanandosi di qualche passo, ha sorriso dicendo: «La buona educazione mi impedisce di rispondere».


CODICE D'ONORE - Il numero uno di al Qaeda parla poi nella guerra in Afghanistan i paesi eruopei non hanno rispettato «alcun codice d'onore». «La maggior parte delle vittime dei vostri bombardamenti - dice - sono donne e bambini e pure sapete che le donne non combattono, ma mirate a loro per abbattere il morale dei mujahidin. Ma loro sono saldi nel volere la vendetta e combattere gli occupanti oppressori. Sono stato personalmente testimone di molti fatti di questo genere e queste cose continuano quasi ogni giorno. Gli ospedali sono pieni di innocenti e non c'è religione o morale. Per questo vi informo che il popolo afghano è un popolo musulmano religioso e fiero che non accetta sottomissioni e soprusi. La loro storia è piena di vittorie, hanno combattuto la Gran Bretagna e l'hanno sconfitta, hanno combattuto i russi e hanno vinto, e oggi combattono gli americani e i suoi agenti con la guida del mullah Omar e sotto la guida di Mansur Dadullah. Vi ricordo che l'influenza americana nel mondo sta per terminare con il permesso di Allah e loro ritorneranno nelle loro case oltre l'Atlantico facendo sì che i vicini paghino da soli i loro conti. Per questo dovete parlare con i vostri politici che seguono la Casa Bianca affinché tornino sui loro passi e la pace sia su chi segue la retta via».

Osama-Berlusconi? «Trappola giornalistica»

«È un videomontaggio di Mediaset e fatto giungere ad Al Jazira per rilanciare il Cavaliere in difficoltà»

ROMA - «A quanto mi è stato detto domani o dopo domani la più potente catena quotidiani-periodici del nostro Paese dovrebbe dare le prove, con uno scoop eccezionale, che il video (in realtà un audio, ndr) nel quale riappare Osama Bin Laden, leader del 'Grande e potente movimento di Rinvicita Islamica Al Qaeda', che Allah lo benedica!, nel quale sono formulate minacce anche all'ex premier Silvio Berlusconi, sarebbe nient'altro che un videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a Milano e fatto giungere alla rete televisiva islamista Al Jazira che lo ha ampiamente diffuso». Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in un comunicato.
«TRAPPOLA» - «La 'trappola' sarebbe stata montata, secondo la sopra citata catena di stampa, per sollevare una ondata di solidarietà verso Berlusconi, nel momento nel quale si trova in difficoltà anche a causa di un altro scoop della stessa catena giornalistica sugli intrecci tra la Rai e Mediaset», continua il senatore a vita. «Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell'intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso 'confessa' che Al Qaeda sarebbe stato l'autore dell'attentato dell'11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo - conclude Cossiga - nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l'ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!».

SOLIDARIETÀ - In realtà è giunta a Berlusconi la solidarietà per il governo di Vannino Chiti, ministro per i Rapporti con il Parlamento: «Esprimo la mia solidarietà a Silvio Berlusconi chiamato in causa, assieme ad altri leader europei, dal terrorista Osama Bin Laden nel suo messaggio di propaganda. Contro il terrorismo e contro queste farneticazioni deve essere forte l'unità delle forze politiche in Italia e l'impegno comune e la solidarietà dei popoli europei».
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